Canal Grande

Canal Grande

Canal Grande. (Apri la mappa)

Descrizione

Il Canal Grande porta l'acqua del mare dentro Trieste, nel cuore del Borgo Teresiano, a metà strada fra la stazione e piazza Unità d'Italia. Barche ormeggiate, palazzi ottocenteschi, una chiesa neoclassica in fondo e le cupole azzurre di San Spiridione, a pochi passi dalle Rive.

Fu scavato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, allargando il canale principale delle saline che venivano interrate per far crescere la città fuori dalle mura. Doveva servire alle navi, che così arrivavano fino in centro per caricare e scaricare le merci.

In fondo, oltre il giardino di piazza Sant'Antonio, si vede la chiesa neoclassica di Sant'Antonio Taumaturgo, per tutti Sant'Antonio Nuovo. Sulla riva si alzano le cupole celesti del tempio serbo-ortodosso di San Spiridione, in stile neobizantino.

Tra i palazzi spicca Palazzo Gopcevich, con la facciata a greche rosse e gialle, che ospita il Museo teatrale Carlo Schmidl. All'angolo con piazza Sant'Antonio c'è il caffè Stella Polare, uno dei caffè storici di Trieste.

A metà canale passa il Ponte Rosso, dove la statua di James Joyce ricorda gli anni dello scrittore irlandese in città. I quattro fanali agli angoli del ponte ornavano un tempo il monumento alla dedizione di Trieste all'Austria, davanti alla stazione, rimosso nel 1919.

I nomi dei ponti, Rosso, Verde e Bianco, vengono dal colore con cui erano dipinte le loro strutture originali. Allora erano girevoli o apribili, per lasciar entrare i velieri; quelli in muratura di oggi lasciano passare solo piccole barche, e con la bassa marea.

Accanto al Ponte Rosso si apre piazza Ponterosso, con il mercatino di frutta, verdura e fiori e la fontana settecentesca del Giovannin de Ponterosso, un puttino che deve il nome all'acqua che arrivava dal rione di San Giovanni.

In origine il canale era più lungo e arrivava a lambire la chiesa di Sant'Antonio. L'ultimo tratto fu interrato nel 1934 con le macerie della città vecchia demolita, e lì nacque piazza Sant'Antonio.

Si racconta che sotto la piazza sia rimasta sepolta anche una piccola torpediniera, abbandonata lì dalla fine della guerra. Nelle fotografie dei lavori, però, di scafi non se ne vedono.