Museo Sartorio

Museo Sartorio

Largo Papa Giovanni XXIII 1. (Apri la mappa)

Descrizione

Il Museo Sartorio è una villa signorile di fine Settecento nel centro di Trieste, rimasta arredata come quando ci viveva l'ultima erede della famiglia. Mobili d'epoca, ceramiche, quadri e un capolavoro del Trecento raccontano la vita dell'alta borghesia triestina dell'Ottocento.

Il gioiello della collezione è il Trittico di Santa Chiara, dipinto nel 1328 da Paolo e Marco Veneziano: il capolavoro della pittura trecentesca a Trieste. Accanto c'è un'importante raccolta di disegni di Giambattista Tiepolo.

Le sale con gli arredi originali mostrano come si viveva in una villa di Trieste a fine Ottocento, tra porcellane, maioliche e ceramiche. C'è anche un dipinto di Giambattista Pittoni.

La visita continua fuori dalla villa. Nelle antiche scuderie è allestita la quadreria, con oltre mille dipinti delle raccolte civiche. L'ex rimessa delle carrozze è diventata una gipsoteca e gliptoteca, con circa seicento sculture dell'Ottocento e del Novecento.

Nei sotterranei sono esposti arte applicata e gioielli, insieme ai resti di una domus romana del I secolo d.C., riemersa durante i lavori di restauro. Ricca anche la raccolta Rusconi-Opuich, circa 2500 pezzi dall'arte antica al Novecento.

La villa ha avuto più di una vita. Prima dei Sartorio apparteneva ai Faraon, mercanti venuti da Alessandria d'Egitto. I Sartorio, originari di Sanremo, arrivarono a Trieste nel 1775 per aprire una filiale commerciale, e Pietro Sartorio comprò la casa.

L'ultima erede, la baronessa Anna Segrè Sartorio, lasciò al Comune la villa con tutto l'arredamento, a patto che diventasse un museo pubblico. Il museo aprì in parte nel 1949 e per intero nel 1954, e fu restaurato e riaperto alla fine del 2006.

Dopo la Seconda guerra mondiale la villa fu il quartier generale degli Alleati. Sulle piastrelle e sulle pareti si vedono ancora i segni dei passaggi aperti per i cavi del telefono e dell'elettricità.