Descrizione
Il Molo Audace è la lunga banchina di pietra che dalla riva di Trieste entra in mare per 246 metri, a pochi passi da piazza Unità d'Italia. È una delle passeggiate più amate dai triestini: dalla punta la città e la piazza si guardano dal mare.
In punta c'è la rosa dei venti di bronzo, posata nel 1925 con la scritta "Fusa nel bronzo nemico". Il molo è da sempre un luogo di appuntamenti, e c'è un'usanza: le coppie arrivate in fondo si danno un bacio.
Sotto le pietre c'è una nave: il vascello austriaco San Carlo, affondato nel porto nel 1740, fu usato come base del molo, costruito tra il 1743 e il 1751 e chiamato come lui.
Il nome cambiò nel 1922, in ricordo del cacciatorpediniere Audace, la prima nave della Marina italiana entrata nel porto il 3 novembre 1918. Umberto Saba gli dedicò la poesia Il molo.
In punta c'è la rosa dei venti di bronzo, posata nel 1925 con la scritta "Fusa nel bronzo nemico". Il molo è da sempre un luogo di appuntamenti, e c'è un'usanza: le coppie arrivate in fondo si danno un bacio.
Sotto le pietre c'è una nave: il vascello austriaco San Carlo, affondato nel porto nel 1740, fu usato come base del molo, costruito tra il 1743 e il 1751 e chiamato come lui.
Il nome cambiò nel 1922, in ricordo del cacciatorpediniere Audace, la prima nave della Marina italiana entrata nel porto il 3 novembre 1918. Umberto Saba gli dedicò la poesia Il molo.