Descrizione
La Sinagoga di Trieste è il grande tempio ebraico della città, inaugurato nel 1912 in piazza Giotti, nel rione di Barriera Nuova. È tra i maggiori d'Europa, secondo per dimensioni solo a quello di Budapest: il segno di quanto contasse la comunità ebraica nella Trieste asburgica.
Fuori è un edificio monumentale rivestito in cemento, in stile sefardita, con tre facciate diverse su via Donizetti, via San Francesco e via Zanetti. Ognuna ha al centro un rosone con la stella di David.
Dentro, la grande sala rettangolare a tre navate è coperta da una volta con un mosaico dorato, e la decorazione mostra influenze Art Nouveau. Il pavimento è un mosaico bianco e nero, e il soffitto culmina in una grande cupola con lampadari e scritte sacre.
La sala guarda verso il grande Aron, l'armadio sacro, con le porte di bronzo dorato. Lo incorniciano due candelabri a sette bracci posati su un parapetto di marmo, decorato con i covoni di fieno, simbolo della comunità ebraica triestina.
La parte più ricca è l'atrio, separato dalla sala da colonne di marmo che reggono gli archi: i colori sono più accesi e il pavimento ha motivi circolari con la stella di David. Su tre lati corre il matroneo, che non è più in uso perché la comunità si è ridotta.
Il complesso non è solo la grande sinagoga: comprende anche un oratorio usato più spesso, la biblioteca, gli uffici della comunità e il bagno rituale.
Prima del 1912 gli ebrei triestini pregavano in quattro piccole sinagoghe del ghetto, nella zona di Riborgo. Per il nuovo tempio nel 1903 fu bandito un concorso internazionale, ma nessuna delle decine di progetti arrivati convinse: l'incarico andò allora agli architetti triestini Ruggero e Arduino Berlam, padre e figlio.
Con le leggi razziali del 1938 la sinagoga fu chiusa, e durante l'occupazione tedesca i nazisti la usarono come deposito di libri e opere d'arte rubati. Gli arredi rituali d'argento si salvarono: erano stati nascosti dentro l'edificio stesso.
Fuori è un edificio monumentale rivestito in cemento, in stile sefardita, con tre facciate diverse su via Donizetti, via San Francesco e via Zanetti. Ognuna ha al centro un rosone con la stella di David.
Dentro, la grande sala rettangolare a tre navate è coperta da una volta con un mosaico dorato, e la decorazione mostra influenze Art Nouveau. Il pavimento è un mosaico bianco e nero, e il soffitto culmina in una grande cupola con lampadari e scritte sacre.
La sala guarda verso il grande Aron, l'armadio sacro, con le porte di bronzo dorato. Lo incorniciano due candelabri a sette bracci posati su un parapetto di marmo, decorato con i covoni di fieno, simbolo della comunità ebraica triestina.
La parte più ricca è l'atrio, separato dalla sala da colonne di marmo che reggono gli archi: i colori sono più accesi e il pavimento ha motivi circolari con la stella di David. Su tre lati corre il matroneo, che non è più in uso perché la comunità si è ridotta.
Il complesso non è solo la grande sinagoga: comprende anche un oratorio usato più spesso, la biblioteca, gli uffici della comunità e il bagno rituale.
Prima del 1912 gli ebrei triestini pregavano in quattro piccole sinagoghe del ghetto, nella zona di Riborgo. Per il nuovo tempio nel 1903 fu bandito un concorso internazionale, ma nessuna delle decine di progetti arrivati convinse: l'incarico andò allora agli architetti triestini Ruggero e Arduino Berlam, padre e figlio.
Con le leggi razziali del 1938 la sinagoga fu chiusa, e durante l'occupazione tedesca i nazisti la usarono come deposito di libri e opere d'arte rubati. Gli arredi rituali d'argento si salvarono: erano stati nascosti dentro l'edificio stesso.